Per molti anni l’idea di pagare in mobilità con il proprio smartphone ha rappresentato un sogno utopistico per milioni di cittadini nel mondo. Da quando, però, la tecnologia Nfc ha fatto capolino sul mercato ed è stata digerita dagli operatori del settore sembra che il tanto atteso desiderio possa diventare una realtà sempre più consolidata.

In Italia, ad esempio, le ultime ricerche di settore parlano di oltre 100 mila utenti attivi nell’utilizzo quotidiano di questa modalità di pagamento. Per il vero e proprio boom di questa nuova tecnologia, però è necessario che tutti gli attori in gioco compiano con rapidità le attività a proprio carico: gli operatori mobili (Wind, Tim, Vodafone, PosteMobile in primis) stanno proseguendo nell’adattamento delle SIM card verso l’innovativo sistema di pagamento, così come i consumatori che, grazie all’acquisto dei cellulari di ultima generazione, posseggono già da tempo gli strumenti per poter pagare con estrema comodità.

L’anello debole della catena sembrano essere quindi gli esercenti, che fanno fatica a rimanere al passo con i tempi che corrono. All’estero, invece, le tappe vengono bruciate: Apple, basandosi sulla tecnologia Nfc, ha lanciato la nuova funzionalità Pay che negli Stati Uniti ha già monopolizzato il settore dei pagamenti contactless (grazie anche alla diffusione dei propri device come l’iphone 5, iphone 6, ecc). I numeri, infatti, dicono che il 70% delle transazioni con dispositivi mobile è stata conclusa grazie all’app del colosso di Cupertino.

Pagamenti Nfc in Italia: i margini di crescita sono ampi

Nel nostro Paese, a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti, non sono i dispositivi mobili a registrare le informazioni di pagamento ma le SIM Nfc in essi contenute. Telecom Italia (vedi Adsl Telecom), al momento è l’operatore più attivo con circa 250 mila schede distribuite nella rete commerciale, seguito da Vodafone (vedi Adsl Vodafone) con il Wallet per smartphone che conta circa su 70 mila download e quindi PosteMobile che ha lanciato il servizio di pagamento in mobilità lo scorso ottobre, sfruttando il traino dell’applicazione già scaricata da oltre 700 mila dispositivi.

Nfc: come funziona?

La Near Field Communication, questo l’acronimo della tecnologia Nfc, permette di scambiare dati a meno di 10 cm tra due apparecchi provvisti di questa funzionalità. Grazie alla comunicazione bidirezionale a corto raggio, basterà avvicinare il cellulare al POS ed in modo istantaneo la transazione avrà luogo.

Per tutti gli importi inferiori a 25 euro, inoltre, non sarà necessario inserire il PIN, per una praticità di pagamento davvero unica e senza precedenti. Il segnale sonoro e luminoso emesso dal POS, infine, sarà la conferma definitiva che l’operazione è andata a buon fine.