I provvedimenti trascritti nella Legge di Stabilità 2015 hanno sancito alcune modifiche nella tassazione conti correnti, con effetti spiacevoli soprattutto per i piccoli risparmiatori e per le famiglie che, con sempre crescente fatica, cercano di mettere da parte qualche migliaia di euro. L’imposta sui rendimenti dei conti correnti e dei depositi vincolati, passata nel 2011, dal 27 al 20 per cento, è tornata a toccare quasi i massimi livelli, arrivando al 26 per cento. Un aggravio sicuramente non così significativo, si parla di circa 93 centesimi per un conto di 12 mila euro di giacenza media annua, ma che comunque va ad aggiungersi agli altri tributi già previsti in tema di gestione del risparmio, come l’Imposta di bollo (vedi anche Tassazione sulle rendite finanziarie).

Imposta di bollo 2016: cosa cambia rispetto al 2015?

Banca Imposta di bollo
(Giacenza media > 5000 euro)
Canone mensile ISC Costo carte di pagamento Condizioni economiche
Gratis* 0,00 euro 0,00 euro – Carta di credito Visa Oro Arancio: 0,00 euro
– Carta di Debito Arancio Pay: 0,00 euro
– Carta Prepagata MasterCard: 0,00 euro
Gratis 0,00 euro 24,00 euro – Bancomat Internazionale: 0,00 euro
– Carta di Credito MasterCard: 24,00 euro (azzerabile)
34,20 0,00 euro 0,00 euro – Bancomat Hello Mat: 0,00 euro
– Carta di Credito Hello Card: 0,00 euro
34,20 0,00 euro 49,85 euro – Bancomat MyPay: 0,00 euro
– Unicredit Card Flexia: 35,00 euro
34,20 0,00 euro 14,00 euro – Bancomat: 0,00 euro
– Carta di Credito: 0,00 euro
34,20 0,00 euro 13,24 euro – Bancomat: 0,00 euro
– Fineco Card Credit: 19,95 euro

* A carico di Ing Direct fino a 31/03/2016.

L’imposta di bollo sui conti correnti bancari e postali è anch’essa stata modificata nel 2011 con il decreto Salva Italia e prevede un costo annuo di 34,20 euro, per ogni conto corrente intestato a persona fisica e di 100 euro, in caso il rapporto sia aperto da associazioni, professionisti ed ogni forma di impresa, e in generale da un soggetto dotato di personalità giuridica (fatto salvo quanto previsto per la no tax area).

La banca che detiene il conto corrente può optare per un addebito trimestrale, da 8,55 euro ciascuno, o per un ammortamento mensile, pari a 2,85 euro per i privati, e di 33,33 euro trimestralmente oppure 8,3 euro se si applica la liquidazione dell’imposta mensilmente.

Oltre al tradizionale conto corrente, anche i tanto noti conti deposito (vedi anche i Migliori conti deposito a confronto) sono stati oggetto di tassazione da parte del legislatore con il 2 per mille della somma depositata.

Fin qui non sono stati apportati dei cambiamenti rispetto allo stesso 2015 se non per il fatto che è stata eliminata la somma minima fissata in precedenza sempre a 34,20 euro, indipendentemente dalle giacenze, applicando solo quella progressiva pari all 2 per mille della somma depositata, mantenendo il massimale di 14 mila euro stabilito per i soggetti dotati di personalità giuridica (leggi anche Tassazione conti deposito).

Perimetro di applicazione imposta di bollo 2016

Come sancito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata per fare chiarezza sulla spinosa materia, l’imposta di bollo 2016 si applicherà, come detto, ai conti correnti ed ai conti deposito, oltre che ai libretti di risparmio e a tutte le forme di prodotti finanziari, in questo ultimo caso in forma percentuale rispetto a quanto investito. Un perimetro di applicazione dell’imposta di bollo 2016 che rimane quindi molto ampio e andrà a colpire, anche nell’anno in corso, la quasi totalità dei prodotti di risparmio, primo fra tutti l’ormai sempre più tartassato conto corrente (vedi anche Abbonamento Altroconsumo).

La tassazione conti correnti sopra 5000 euro: la no tax area

Tra i molteplici elementi normativi rivisti con la Legge di Stabilità 2016 rimane invariata (al pari del 2014 e del 2015), così come l’importo di 34,20 euro all’anno, anche la cosiddetta No Tax Area, che stabilisce che tutti i rapporti con una Giacenza media al di sotto dei 5 mila euro annui non debbano essere colpiti dall’imposta di bollo statale (soglia che vale tanto per i privati quanto per le associazioni, aziende e imprese in generale). Per i conti deposito o correnti esteri il discorso della tassazione segue delle regole simili (anche oltre i 5000 euro), tenendo però presente l’eventuale presenza di accordi o convenzioni sulla doppia imposizione, e l’applicazione dell’Ivafe.

Approfondimenti