Dalle tariffe telefoniche, ai servizi delle banche, essere “social” conviene sempre più spesso, ed in misura maggiore rispetto alle offerte di tipo ‘one to one’. In questo sviluppo di convivialità e condivisione, complici anche la diffusione e la crescita dei ‘social network’, era da dare quasi per scontato che fossero soprattutto i giochi ad avvantaggiarsene, portando all’ascesa del fenomeno del social gaming.

Social gaming, cos’è e come funziona?

Inizialmente con la definizione di social gaming si intendevano quei giochi che puntavano alla condivisione di dati o di risultati, senza richiedere una vera e propria interconnessione nelle fasi di gioco, stimolando la “competizione” in modo sempre rigorosamente amichevole (esempi sono Candy Crush, Bubble saga, ecc).

Poi le potenzialità di questo fenomeno hanno spinto le società di produzione e gestione dei vari giochi, proposti sempre più massicciamente sui social network, verso la creazione di game caratterizzati da una partecipazione attiva del gioco, con la creazione di gruppi o fazioni, dove la collaborazione e la condivisione degli obiettivi è il solo aspetto che può portare alla crescita di tutti i partecipanti, per conquistare vantaggi, premi e riconoscimenti. Per poter partecipare ad uno dei ‘social game’ normalmente basta registrarsi in modo gratuito sulle specifiche piattaforme di gioco, con alcune limitazioni a seconda che si sia registrati o meno su un social network.

Il rapporto tra social gaming e giochi ‘multigiocatore’

La condivisione delle esperienze di gioco, a differenza del rapporto tra giocatore e console, difficilmente stanca, permette di creare amicizie anche a distanza, e spinge verso una fidelizzazione accentuata verso le tipologie di giochi preferiti. Da qui la scelta delle principali case di produzione di videogames, di investire nelle offerte di gioco multigiocatore, dove team di giocatori (con squadre private o giocando in pubblico, quindi con una scelta di altri esponenti in modo causale) si impegnano nel raggiungimento di un obiettivo prefissato e dove la forza dei giocatori più esperti compensa quella dei giocatori alle prime armi, con differenti livelli di difficoltà tra cui poter scegliere. Tuttavia il gioco ‘multiplayer’ non rientra nel vero e proprio social gaming, proprio perché manca un requisito fondamentale, ovvero quello della creazione di rapporti che possano definirsi di tipo “social” (costanti o che si consolidano nel tempo).

Quali i motivi del successo del social gaming?

Il primo è quello della gratuità dell’accesso al gioco, ed alle funzioni principali (il più delle volte per ottenere dei vantaggi bisogna acquistare dei pacchetti a basso costo). In secondo piano, ma non meno importante è quello della totale libertà di gioco, come orari e come possibilità di adozione di differenti strategie, pur facendo parte di un gruppo ben definito, ma anche come canali di accesso, che hanno superato il normale pc per approdare su smartphone (vedi: adsl per smartphone) e tablet. Per giocare ai social gaming bastano: una connessione (apprfondimento adsl migliore per gaming online), l’iscrizione su uno o più giochi, un eventuale account su social network ed un device per gestire le fasi di gioco.