Il riscaldamento a pavimento è una soluzione che da alcuni anni sta prendendo piede rapidamente all’interno delle nostre abitazioni.
Già utilizzato negli anni ‘60, non si era diffuso a causa dei problemi riscontrati. Problemi dovuti ai materiali delle tubazioni ed all’isolamento non perfetto che non permettevano la regolazione ottimale della temperatura.

Oggi, fortunatamente, sono stati fatti enormi passi avanti e questo consente di poter avere un impianto efficace ed ottimale.

Caratteristiche principali di un impianto a pavimento

La caratteristica principale di un impianto di riscaldamento a pavimento è l’uniformità della temperatura, raggiunta grazie ai materiali utilizzati ed al fatto che il riscaldamento avviene non per convezione (come con impianti a termosifoni) ma per irraggiamento.
I materiali, inoltre, sono fondamentali.

A differenza di quanto si possa pensare un impianto a pavimento può durare anche oltre 50 anni. Per poter avere una vita operativa lunga non bisogna lesinare sui materiali.
Fondamentali sono gli isolanti su cui si poggiano le serpentine e le serpentine stesse.
Oggi vengono realizzate in polietilene oppure in materiali ibridi che uniscono le proprietà del metallo a quelle della plastica. Un’altra soluzione è l’utilizzo del rame.

L’elemento che poi determina la diffusione del calore e fa si che la temperatura sia la più uniforme possibile è il massetto realizzato solitamente in calcestruzzo.

Vantaggi e svantaggi

Un elemento che abbiamo sempre odiato del riscaldamento con i termosifoni è legato all’enorme quantità di polvere che si crea. Questa, con un impianto a pavimento viene sensibilmente ridotta. Inoltre si riducono acari e muffe.

Altro aspetto positivo è come detto l’uniformità della temperatura non garantita da un impianto con termosifoni visto che il calore tende a salire in alto.
Non da poco è la maggiore libertà nell’organizzare gli spazi. I termosifoni, spesso ingombranti, limitano la libertà d’ azione nella disposizione degli arredi casalinghi.
Gli aspetti negativi sono legati alla manutenzione.

Se l’impianto è realizzato con cura, come già detto, può avere una vita operativa molto lunga.
Viceversa se si presentano perdite o rotture nelle tubazioni, le cose diventano problematiche. Ci sono ad oggi, tecniche moderne e non invasive (basate sulla termografia) che consentono, però, di rilevare e sistemare rapidamente un malfunzionamento di questo tipo.
Altro elemento negativo è legato alla corrosione. Purtroppo l’acqua che scorre all’interno delle tubazioni è la stessa per anni con evidenti possibilità di danneggiamento delle tubazioni, della caldaia, aumento dei consumi e dell’efficienza dell’impianto.

Per tutti coloro che intendono mettere il parquet, non abbiate timore. Si può tranquillamente installare il riscaldamento a pavimento. Questo andrà tarato a seconda del tipo di legno di legno scelto e del suo coefficiente di isolamento termico. In effetti il legno, essendo un materiale isolante, limita il potere di irraggiamento del massetto. In fase di costruzione se avete intenzione di inserirlo è bene dichiararlo preventivamente al vostro impiantista.

Prezzi e convenienza

Il costo di un impianto a pavimento rispetto ad uno tradizionale è molto più elevato e si aggira in media attorno agli 80 euro a metro quadro (c’è un discreto margine di differenza a seconda che venga scelto quello bugnato, quello a secco, elettrico, ecc)
Ci sono, però, gli sgravi fiscali e si ha la possibilità di abbinarlo ad un impianto solare (vedi anche Come funziona un impianto solare termico) visto che le temperature di mandata non sono elevatissime.

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