Una volta presa la decisione di esercitare la propria volontà di fare il rientro in Telecom, indipendentemente dall’operatore di provenienza, sia esso Infostrada, Vodafone, Fastweb, Tiscali, ecc, bisogna essere consapevoli che la procedura di subentro è di per sé abbastanza semplice ed attivabile online, da call center o centro Tim La semplicità però della procedura che bisogna seguire non garantisce gli stessi tempi di “rientro” da ciascun operatore. Infatti per i tempi molto dipenderà dall’operatore dal quale si è deciso di migrare. Il garante alle telecomunicazioni è comunque intervenuto a varie riprese ed ha stabilito dei tempi massimi entro i quali la richiesta deve essere soddisfatta. Nonostante ciò la finestra temporale da rispettare, ancora ad oggi, nel 2017, rimane piuttosto ampia, il che causa non poche disparità di condizioni.

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Le modalità e i tempi del rientro in Telecom

Telecom offre la possibilità di poter richiedere il rientro tramite il proprio sito: basta scegliere il tipo di offerta Adsl che si desidera attivare, quindi compilare il modulo online di richiesta con l’inserimento dei codici di migrazione riportati in bolletta (ma è meglio effettuare un controllo preventivo sul fatto che siano giusti oppure no) e dei dati personali, quindi stampare il modulo ed inviarlo al numero di fax 800 000 775.

Una volta attivata questa procedura però bisogna anche attendere che ci sia la registrazione tramite chiamata dall’ufficio rientri di Telecom, ma soprattutto bisogna ricordarsi di mandare la lettera (con raccomandata con ricevuta di ritorno) con il modulo di recesso del servizio al precedente operatore con subentro (il modulo va scaricato sui rispettivi siti dei provider). Per evitare di incorrere in ritardi, ma soprattutto nel pagamento di penali, ci si deve ricordare anche di restituire il modem che il provider aveva dato in comodato d’uso. Alcuni provider che hanno una rete capillare di negozi e punti di telefonia, possono prevedere anche la possibilità di ritirare il modem in maniera ’diretta’. In questo caso è necessario fare attenzione che ci venga rilasciata una ricevuta che riporti fedelmente e in modo chiaro sia l’avvenuto ritiro che la data in cui l’operazione è avvenuta. Se non è prevista la modalità di ritiro a negozio, si dovrà restituire con un pacco assicurato o con ricevuta di avvenuta ricezione.

L’invio della lettera è importantissimo, sia per poter effettuare la messa in mora dell’operatore uscente ed eventualmente rivolgersi al Corecom in caso di problemi, ma anche perché i tempi stimati da Telecom per il rientro sono in 20 giorni dalla data di comunicazione del recesso con il precedente operatore. Di fatto però i tempi sono, come detto, fortemente condizionati da quest’ultimo.

Telecom stima che entro i successivi 30 giorni i suoi servizi saranno andati a regime, per cui se ne potrà usufruire senza dover subire disagi o problemi.
Si possono usare anche altri due canali. Il primo prevede che ci si rechi con l’ultima bolletta presso uno dei centri Tim. Il secondo l’impiego del call center. Se non si vuole o non si ha il tempo di andare in un centro Tim, e non ci si sente tranquilli nell’avviare la pratica da soli, si può chiamare il 187 e chiedere l’avvio della procedura per il rientro. In questo caso non si parte immediatamente perché si deve attendere la chiamata da parte di uno degli addetti dell’Ufficio Rientri. Il vantaggio sta nel fatto che si può chiedere un aiuto soprattutto se i codici di migrazione dovessero risultare errati.

Rientro in Telecom da Centro Tim

Al centro Tim sono necessarie le copie delle ultime bollette, ma se si hanno dubbi sulla validità dei codici di migrazione è sempre meglio aver fatto controlli preventivi chiamando, ad esempio, il call center della stessa Telecom chiedendo la cortesia (dicendo che si sta procedendo alla migrazione) di fare un controllo sulla loro validità. E’ comunque possibile (se non necessario) fare alcuni controlli ‘empirici’ sui codici: ad esempio, se si tratta di un servizio ‘doppio’ proposto dallo stesso operatore come Vodafone, piuttosto che Infostrada per voce che adsl, l’ultima lettera dei due codici di migrazione deve essere uguale, altrimenti si rischia che il subentro non sia su entrambi i servizi, con un raddoppio delle bollette che arrivano su uno dei due servizi, una di telecom e una del precedente operatore.

Se con questi controlli dovesse risultare che il codice di migrazione non è corretto, bisogna chiedere a chi ci sta seguendo nella pratica di segnalare (od eseguire) le modifiche necessarie del codice di migrazione. Purtroppo, qualsiasi sia il canale scelto, se la pratica parte con il codice di migrazione errato spesso si conclude con un nulla di fatto.

Il rientro in Telecom: costi certi?

Quando si aderisce ad un’offerta di rientro si è propensi a credere che i costi di migrazione non ci siano, ma di fatto il provider lasciato li applicherà sempre, quindi bisogna controllare sul sito per il loro importo, fermo restando che l’Agcom ha imposto che non possano superare una certa somma. Poi bisogna controllare se Telecom applicherà i costi di attivazione del servizio e quelli relativi all’intervento del tecnico (spesso soprattutto con le promozioni online questi costi vengono rimborsati o stornati).

Le offerte online Tim, anche nel 2017, si sono confermate quelle che pesano meno a livello di costi, sul cambio di gestore tramite migrazione. Infatti l’ex Telecom (ora Tim) è propensa ad azzerare i costi di attivazione dei servizi soprattutto quando si accetta di aderire ad un’offerta direttamente online. Ma anche in questo caso quando si fanno i conti per vedere se il passaggio conviene bisogna fare attenzione a altre voci di costo future o accessorie. Tra queste in particolare si devono considerare:

  • i costi a regime (ovvero quando finirà lo sconto promozionale);
  • i costi accessori legati soprattutto alla fruizione del servizio di navigazione (primo fra tutti quello del router).

Conclusioni

Il rientro in Telecom Italia generalmente fila liscio, a meno che non ci siano degli intoppi oggettivi, che possono essere superati solo tramite cessazione del servizio precedente e attivazione di una nuova linea (come ad esempio quando il numero di origine non è stato assegnato da Telecom ma dall’altro provider). Di contro oggi Tim anche per la linea fissa, l’adsl e la Fibra ha messo a punto una serie di promozioni che tolgono i costi di attivazione anche in caso di attivazione di una nuova linea (rimangono comunque i problemi di dover pagare la cessazione della linea precedente non beneficiando della procedura di “migrazione” a costi calmierati).

Approfondimento: Come leggere una bolletta Telecom italia.