Le offerte scontate sono appetibili in ogni ambito e sotto ogni punto di vista, ma quando si tratta di approfittarne, nel settore delle telecomunicazioni, la situazione diventa particolarmente complicata a causa delle numerose voci di costo molto variabili tra gli operatori (tra costi di attivazione e commissioni di recesso anticipato, disdetta, ecc), ma anche per la poca chiarezza di cui pecca il settore.

Un aspetto negativo che si acutizza nelle fasi in cui ci sono degli interventi legislativi, che fino ad oggi hanno mostrato sempre e solo un aspetto comune: il lacunoso trattamento di alcuni aspetti particolari (con in cima alla lista i costi di recesso anticipato, anche al di fuori delle promozioni), che lascia il campo libero a libere interpretazioni, a volte molto fantasiose ma di fatto non evitabili, dei diretti interessati.

Promozioni adsl senza telefono o con traffico voce: attenzione ai “costi” indiretti

Non è difficile imbattersi in una promozione di uno dei principali operatori (molto attivi in questo senso sono Linkem, Telecom, Vodafone, Fastweb e Tre), dove vengono promessi degli sconti che possono arrivare fino al 40-50% della tariffe a regime. Il primo dubbio che ci si pone è se effettivamente lo “sconto” e quindi il risparmio siano reali, e la risposta è assolutamente positiva, considerata la notevole differenza sulla tariffa base.

Tuttavia è proprio questa differenza, che si andrà ad aggiungere nel momento in cui finisce il periodo promozionale, che deve essere considerata con attenzione, quando porta al pagamento di una tariffa a regime al di sopra del costo medio di mercato. Infatti, a causa delle penali di recesso anticipato, è impossibile uscire dal contratto in maniera ‘gratuita’ prima del termine della durata del contratto stesso (legale fino a 24 mesi).

Quasi tutti gli operatori stabiliscono infatti una commissione fissa, a titolo di “costo di recesso”, ed il rimborso di tutto il risparmio di cui si è goduto fino a quel momento. In più nel costo del recesso vanno considerati anche quelli legati al modem ottenuto in comodato d’uso, logicamente, se previsto nel contratto.

Panoramica delle penali di recesso degli operatori

  • Ad esempio, Vodafone ha un costo fisso di 60 euro, più uno di 149 euro legati alla Vodafone station (in caso di mancata restituzione), più i costi legati al risparmio fruito fino alla disdetta ;
  • Per Telecom il costo di recesso è di 35,18 euro (99 euro in caso di fibra), sempre che venga restituito il modem, altrimenti si aggiungono altre commissioni. Anche in questo caso si aggiunge la differenza tra il canone mensile a regime e quello in promozione;
  • Fastweb è l’operatore con il sistema più articolato di penali di recesso anticipato, che variano a seconda del tipo di recesso, e del tipo di “titolo” di possesso del modem usato in comodato.

Approndimento: Come disattivare l’ adsl?.