La questione del prelievo forzoso è una realtà che ha toccato l’Italia sia in modo diretto già nel non troppo lontano 1992 con l’applicazione di un’aliquota retroattiva sui conti correnti bancari del 6 per mille fatta dal governo Amato (patrimoniale), che da molto vicino con l’esperienza cipriota. Verrebbe da domandarsi, dopo che nel 2015 e 2016 è stato attuato da alcune banche il Bail in, a che cosa dovrebbe servire al prelievo forzoso sui conti correnti e simili e quante possibilità ci sarebbero che ciò accadesse?

Quali prospettive?

Mentre in Europa si discuteva sulle modalità con cui doveva essere approvato il regolamento di attuazione del Bail in, i governi europei smentivano che ciò stesse accadendo, ma poi la direttiva c’è stata e i vari Paesi membri si sono dovuti adeguare.

Però il problema del Bail in è che è stato introdotto in un momento in cui non poteva funzionare da deterrente, ma solamente come misura di salvataggio essenziale per quelle banche che già versavano in crisi. Il tutto ha condotto quindi ad una ulteriore perdita di fiducia da parte degli investitori, quindi ad una perdita di risorse per dare la possibilità di uscire dalla crisi, soprattutto a causa dell’enorme carico di sofferenze di cui sono piene un po’ tutte le banche italiane e europee.

L’esperienza cipriota e la sua evoluzione, ha tra l’altro dimostrato che il prelievo forzoso attuato allora sui conti correnti dal Governo ha dato i suoi frutti in modo positivo. Detto questo non rimane che valutare la possibilità concreta che venga ancora oggi utilizzato. Il fatto che i rappresentanti del governo stiano cercando degli aggiustamenti e delle deroghe al Bail In, senza però andare ad intaccare delle risorse che già sono scarse nelle casse dello stato che continuano a languire, fa temere che un provvedimento straordinario, con il carattere una tantum come questo, possa essere adottato.

Come difendersi?

Il fatto che venga effettuato applicando un’aliquota, normalmente senza franchigie o limiti particolari, colpisce tutti i conti in attivo, in “pari misura” (vedi anche Calcolo giacenza media). In più la concreta possibilità che venga introdotto con carattere retroattivo rischierebbe comunque di colpire anche chi si è mosso per distribuire in modo differente il proprio denaro sui vari conti correnti. Quindi, c’è da sperare che l’ipotesi venga scartata a monte o che i propri conti, in quel momento non siano troppo floridi da poter essere pesantemente compiti.