Libretto postale o conto corrente? Questa è sicuramente una delle domande più critiche per tutti coloro che smettendo di lavorare, entrano sotto il cappello del regime pensionistico.

Infatti, molto spesso, le banche sembrano dimenticarsi di questa categoria di consumatori, offrendo loro solo prodotti standard e non personalizzati e di conseguenza poco convenienti. Per questa ragione, talvolta, per accreditare la pensione e tutelare al meglio i risparmi in questa fondamentale fase della vita è bene preferire il libretto postale, grazie ai maggiori rendimenti offerti rispetto ai conti ordinari.

Anche le banche tradizionali, negli ultimi tempi, hanno cercato di ridare vita ad uno degli strumenti di risparmio più vicino al libretto postale, come i libretti di risparmio, per cercare di fermare l’emorragia di clientela verso Poste Italiane. I rendimenti molto bassi, però, non sono così allettanti come quelli proposti dal prodotto di Poste, e così, in caso di operatività quasi assente da parte del cliente, la scelta delle Poste si fa sempre preferire.

Lo scenario, però, cambia se il cliente ha necessità crescenti: bancomat, bonifici, domiciliazione utenze, solo per citare alcune funzionalità, non sono garantite con il libretto postale. In questi casi, quindi, il conto corrente diventa essenziale.

Libretto o conto corrente: con la nuova normativa è necessario effettuare una scelta

Fino a qualche anno fa molti pensionati gestivano il ritiro della pensione in modo diretto, con il prelievo in contanti presso gli uffici postali. Le nuove norme legate al tema dell’antiriciclaggio, però, hanno obbligato gli enti erogatori a pagare le pensioni sopra i 1000 euro tramite accredito, su conto corrente o su libretto, postale o bancario che sia.

E’ per questa ragione che, numerosi pensionati, privi di rapporti con le banche e con Poste, hanno dovuto, per necessità, fare una scelta tra le proposte sul mercato. Come detto, i vantaggi del libretto postale riguardano sicuramente aspetti legati alla convenienza e al rendimento. Dall’altro lato, però, le ridotte funzionalità vincolano i titolari di libretto ad una operatività limitata. E’ per questo motivo che non esiste un optimum, ma è necessario prendere una decisione in base alle personali necessità.

Rendimento, costi ed imposte: entriamo nel dettaglio

Sotto il profilo del rendimento, i libretti postali, si attestano ad un livello lordo al di sotto dell’1,00% anche nella versione Libretto Smart, diversamente da quanto accade per i conti correnti, ormai a percentuale azzerata (specialmente nel caso del conto corrente gratis per i pensionati con funzionalità di base).

Il libretto, inoltre, viene garantito dallo Stato italiano, in caso di fallimento dell’istituto, al 100%, a differenza di quanto avviene con il conto corrente, coperto fino a 100 mila euro (vedi anche Come investire in modo sicuro). Sul fronte tassazione, i 2 prodotti, dal 2012, sono equiparati: per entrambi, infatti, è necessario pagare l’imposta di bollo, di 34,20 euro all’anno, in caso di giacenza media superiore a 5 mila euro.