Già da qualche mese la Camera dei Deputati del Parlamento Italiano ha istituito un’apposita commisione di studio che ha lo scopo di compilare una bozza della Dichiarazione dei Diritti in Internet, fortemente voluta da Stefano Rodotà e dalla presidentessa della Camera Laura Boldrini. Questo documento è articolato in 14 punti che stabiliscono quali sono i diritti dei cittadini che navigano nella rete ed è molto importante poichè è la prima volta che in Italia viene istituita una commissione apposita per trattare certi temi.

Era infatti dal 2007 che il governo italiano si era impegnato con quello brasiliano firmando una dichiarazione congiunta finalizzata alla promozione di una “Internet bill of rights” in cui si sarebbe dovuto discutere di temi come la difesa della privacy nel web, il diritto per tutti di accedere ad internet, la libertà di informazione eccetera ed è un traguardo molto importante per il nostro paese anche nei confronti degli altri stati membri dell’Unione Europea. Fin dal 27 ottobre e per un periodo di 120 giorni il testo della bozza è disponibile in rete per la consultazione online e ogni cittadino interessato potrà commentare e condividere le opinioni sugli articoli, e tutti i commenti verranno utilizzati per arricchire il testo in previsione della stesura finale.

I 14 punti della Dichiarazione dei Diritti

I punti in cui è strutturato il documento sono in tutto 14 e nello specifico affrontano argomenti importanti come:

  • il riconoscimento dei diritti fondamentali di ciascuna persona anche in rete
  • il diritto garantito di accesso al web per ogni cittadino in condizioni paritarie
  • la neutralità della rete affinchè ogni persona che ne usufruisce non venga discriminata e non subisca restrizioni
  • il diritto alla protezione dei dati sensibili di ogni utente affinchè venga garantito il rispetto della sua riservatezza e l’autodeterminazione informativa di questi dati
  • il diritto all’identità, all’oblio e all’anonimato affinchè si possano esprimere le proprie opinioni senza essere censurati o discriminati
  • la garanzia di correttezza da parte delle piattaforme digitali
  • il diritto alla sicurezza in rete contro gli attacchi esterni
  • il diritto all’educazione
  • infine quello di veder riconosciuti i propri diritti sia in patria che all’estero.

Questi principi rappresentano dei buoni propositi e alcuni passi avanti sono già stati fatti, ad esempio con il diritto all’oblio che è stato riconosciuto di recente, e che permette ai cittadini di richiedere l’eliminazione dai motori di ricerca dei link che si riferiscono ad avvenimenti che potrebbero esporre l’utente ad eventuali giudizi negativi. Il lavoro da fare è ancora tanto e la Dichiarazione dei Diritti in Internet non è ancora definitiva, ma si percepisce la volontà da parte delle istituzioni di voler fare qualcosa di concreto per affermare e regolamentare i diritti di tutti gli utilizzatori del web.

Inoltre è significativo il fatto che questo documento sia stato fortemente voluto da alcuni rappresentanti del governo italiano, dato che negli ultimi anni la classe politica del nostro paese non ha mai manifestato la volontà di promuovere in modo convincente la rete preferendo invece altri tipi di media come quello televisivo, e questo fatto è forse un segno che le cose stanno cambiando anche da noi.