Negli ultimi tempi, esattamente a partire dal 2016, si è sentito spesso parlare di giacenza media. Questa è infatti determinante per il calcolo della situazione finanziaria del singolo cittadino e quindi è imprescindibile se, ad esempio, si deve compilare l’ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, quale che ne sia il fine (vedi anche 730 precompilato).

Cosa c’è da sapere

La giacenza media conto corrente, così come la giacenza media libretto postale o di un conto Bancoposta, indica un determinato importo di denaro che si ottiene mediante dei calcoli prefissati, e che rappresenta l’importo in denaro presente sul conto corrente o sul libretto postale in un determinato periodo di tempo.

Ai fini dell’Isee si parla di giacenza media annua, per cui i calcoli vanno eseguiti per un orizzonte temporale che va dal 1 gennaio al 31 dicembre. Il calcolo della giacenza media serve anche per ottenere la DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica che può essere utilizzata per ottenere diverse agevolazioni, dalle prestazioni assistenziali fino alla richiesta di sostegno per il reddito.

Come si calcola

Il calcolo è piuttosto semplice e quasi alla portata di tutti. Questo è importante da sapere perché, anche se le banche forniscono il calcolo della giacenza media già eseguito (come fanno per esempio Unicredit e Bnl), si ha comunque uno strumento utile per vedere a monte se si rientra nei limiti di accessibilità previsti per i vari servizi a cui si finalizza il calcolo stesso. Vediamo quindi come si può eseguire tale calcolo (vedi anche Imposta di bollo).

Per prima cosa è necessario procurarsi tutti gli estratti conto relativi all’anno per il quale si sta effettuando il calcolo. Una volta provveduto al loro reperimento bisognerà andare a cercare i numeri creditori che possono essere nominati anche in modo differente a seconda della banca (generalmente le denominazioni più comuni sono calcolo delle competenze, o riassunto scalare , o calcolo degli interessi o anche scalare per valuta).

A questo punto si devono sommare le giacenze per ogni giorno dell’anno e in seguito dividere l’importo risultante per 365, quindi i giorni dell’anno. In parole più semplici, si sommano i numeri creditori riferiti all’anno preso in esame e la cifra risultante va divisa per 365.

Se per esempio la giacenza giornaliera fosse di 100 euro al giorno, e tale giacenza fosse riferita a un periodo di 80 giorni, si deve moltiplicare 100 x 80 e la risultante cifra, 8000, divisa per 365, quindi 21,917.

Si può calcolare anche la singola giacenza giornaliera per i giorni in cui questa è rimasta costante, per esempio 50 euro che sono rimasti fermi sul conto (senza addebiti e senza accrediti) per 15 giorni, porteranno al seguente calcolo: 50 x 15 = 750. Le varie giacenze giornaliere vanno poi sommate in modo da ottenere la giacenza totale e infine questa si divide per 365 come indicato in precedenza.

Come detto si tratta di un calcolo tutto sommato semplice, ma che per qualcuno può comportare una certa difficoltà, in questo casi ci si può rivolgere a un Caf o a un Patronato.

Conti cointestati

Se si possiede un conto cointestato sia il saldo che la giacenza media sono pari al 50% in caso i cointestatari siano 2 (se fossero 3 sarebbe logicamente al 33%). La giacenza media va riportata sull’Isee nel Quadro FC.2 prima sezione. Naturalmente si devono prima apporre nell’apposito spazio i vari codici, che sono:

  • 01 per conti correnti postali o bancari
  • 03 per Conto deposito, libretti al portatore sia postali che bancari
  • 09 conto terzi, quindi conti aperti temporaneamente