Anche se i media continuano a tacere, negli ultimi giorni sono stati pubblicati due importantissimi studi effettuati dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) in cui sono esposti i possibili “scenari ambientali futuri” causati dall’inquinamento (vedi anche Inquinamento Internet).

Innanzitutto specifichiamo che stando a quanto riportato da questi enti in media nei prossimi 50 anni assisteremo ad un aumento della temperatura del nostro pianeta di ben 6°C: le conseguenze di questa situazione sarebbero catastrofiche in quanto genererebbero dei mutamenti ambientali tali da mettere addirittura a repentaglio la vita di molte specie animali, tra cui l’uomo stesso!
Ma analizziamo nel dettaglio i due rapporti.

Ecco le previsioni dell’OCSE

Dalla lettura del documento “OECD Environmental Outlook to 2050: The Consequences of Inaction” i prossimi 50 anni saranno caratterizzati da un incremento della popolazione mondiale di ben 2 miliardi di abitanti che ci farà raggiungere la pericolosa soglia dei 9 miliardi.

Tale aspetto, accompagnato da un aumento sostanziale del PIL mondiale (le stime prevedono un’espansione dell’economia africana tale da triplicare il PIL del nostro pianeta), farà crescere il fabbisogno energetico globale dell’80% rispetto a quello attuale.

Considerando la struttura dell’offerta energetica odierna, riscontreremo un ulteriore aumento dello sfruttamento delle risorse fossili e quindi una pericolosa impennata delle emissioni di CO2: avremo un aumento della temperature terrestre di oltre 6°C che causerà uno sconvolgimento dell’attuale eco-sistema.

In particolare l’OCSE prevede una perdita del 10% della biodiversità e l’esposizione del 40% degli abitanti del nostro pianeta ad un forte stress idrico.

Infine, come se già lo scenario non fosse di per se già preoccupante, le morti causate dalle polveri sottili saliranno a quota 3,6 milioni annui contro i meno di un milione che si registrano attualmente.

Le previsioni del MIT

Lo studio di ricerca Massachusetts Institute of Technology nel documento “2012 Energy and Climate Outlook” prevede un raddoppio del fabbisogno energetico della popolazione mondiale.
Anche se le misure adottate dalla comunità internazionale riusciranno a contenere le emissioni dei paesi già industrializzati, nulla potrà fare (stando alle normative attuali) nei riguardi dei PVS che causeranno un aumento dei gas serra ed un consequenziale incremento della temperature terrestre di ben 6,7°C.

Cosa fare per evitare la catastrofe?

Le prospettive che abbiamo analizzato sicuramente pongono le autorità internazionali davanti ad un bivio: continuare ad adottare misure blande contro l’inquinamento e quindi condurci alla catastrofe in nome del “dio denaro” oppure prendere decisioni drastiche per salvaguardare la nostra specie nel prossimo futuro anche a costo di una contrazione del PIL.

A nostro parere bisognerebbe iniziare con l’eliminazione degli incentivi sulla produzione di energia derivante da risorse fossili veicolando quei soldi sul rinnovabile. Inoltre sarebbe doveroso iniziare a guidare l’ormai certa espansione dell’economia africana verso rotte più eco-sostenibili.