Parlare di domicilio e residenza fiscale, spesso, può creare confusione, soprattutto quando il primo è diverso dalla seconda, per la quale bisogna anche considerare la differenza con il concetto di residenza anagrafica. Chi pensa, infatti, che siano concetti simili tra loro si sbaglia: la loro sottile differenza ha notevoli impatti sia sotto il profilo tributario che negli obblighi afferenti alla compilazione delle dichiarazioni dei redditi.

Per meglio inquadrare le diversità è necessario definire meglio cosa si intende per domicilio e residenza fiscale: il primo rappresenta il luogo in cui la persona stabilisce la sede primaria degli affari, definiti come interessi personali e patrimoniali, prescindendo dall’effettiva presenza fisica del soggetto in quel determinato luogo.

La residenza fiscale, invece, determina la sottoposizione della persona al regime di tassazione nel territorio di riferimento (vedi Tassazione conti correnti), ovvero italiano, per i redditi ovunque prodotti, quindi anche all’estero. In questo caso, sono considerati residenti fiscali, per tutti i redditi prodotti, coloro che possiedono la residenza in Italia e per la quota parte dei redditi ascrivibili al territorio nazionale italiano, i non residenti in Italia.

Non residenti: BPM pensa a loro

Fino a qualche tempo fa la materia legata ai conti non residenti poteva essere considerata una goccia nel mare delle offerte degli istituti bancari. La globalizzazione e la dinamicità del mondo del lavoro degli ultimi anni, tuttavia, ha spinto le maggiori realtà italiane a ripensare ai prodotti disponibili, creando una proposta dedicata a chi è temporaneamente nel nostro Paese, senza acquisire la residenza, o ai nostri connazionali che, per professione o per piacere, decidono di traferirsi all’estero, spostando il loro luogo di residenza in un altro Stato.

Banca Popolare di Milano è sicuramente l’istituto che ha saputo meglio rispondere alle esigenze di questo target in crescita, con il Conto in Euro Non Residenti. Con 4 euro al mese di canone vengono garantiti movimenti illimitati, a cui aggiungere, a pagamento, i tradizionali servizi quali bancomat, carta di credito e tanto altro ancora.

Non solo BPM: le banche italiane che guardano oltre confine

Banca Centro Emilia, all’interno del gruppo BCC, Unicredit (vedi anche Meglio Unicredit o Fineco?), con il suo Genius One Non Residenti, e Veneto Banca, grazie a Libero Non Residenti, sono solo alcune delle realtà nazionali che hanno saputo estendere la loro proposta, avvicinandosi alle esigenze dei non residenti. Tutta l’operatività di un tradizionale conto corrente è così a completa disposizione di chi è temporaneamente in Italia, ad esempio per esigenze di studio o lavorative, o per gli italiani che vivono all’estero ma hanno il piacere, o la necessità, di mantenere un conto attivo anche in Italia.