C’era una volta il bullismo. Oggi l’avvento del world wide web ed il suo utilizzo divenuto oramai costante ha portato alla nascita di nuove terminologie specifiche derivanti anche da comportamenti deprecabili che avvengono nella sfera della realtà virtuale. Tra queste ve n’è una che ultimamente sentiamo sovente: il cyberbullismo.

Questa parola genericamente riassume quanto di più triste e di più subdolo possa accadere nel sottofondo di internet. A partire dalle semplici “prese in giro” sulle chat, agli atteggiamenti volgari fino ad arrivare ai furti d’identità ed infine alle minacce fisiche ai danni della vittima prescelta, nei casi estremi anche con il ricatto (sfociando perciò nel reato) .

Si tratta quindi di una vera e propria piaga (non più solo raccontata nei film) e sono tantissime le persone che si ritrovano a dover fronteggiare questo grave problema.

Quali sono gli accorgimenti per proteggersi?

Sicuramente il primo passo è quello di mantenere il più possibile anonima la propria presenza in internet (vedi Guida per la navigazione anonima). Non lasciare trasparire la propria identità, evitare di pubblicare informazioni sensibili o immagini particolarmente esplicite. Salvaguardate la vostra vita privata più che potete insomma.

Oggi come oggi i canali principali su cui viaggiano i soprusi in rete sono sicuramente i social network (vedi: Social Gaming). Qui è importante fare attenzione alle impostazioni selezionando con cura chi può avere accesso alle informazioni personali ed evitare di avere profili pubblici o accettare amicizie da persone sconosciute.

I più colpiti dal cyberbullismo
sono chiaramente i più indifesi, dunque bambini o adolescenti che spesso si lasciano trascinare dagli entusiasmi del momento e non hanno filtri nell’instaurare amicizie fuori dall’ordinario o nella divulgazione dei loro dati sensibili.

Da qui l’esigenza di una figura che funga da “firewall”. Sia essa un genitore o un’istituzione come ad esempio la scuola. E’ fondamentale stare accanto ed accompagnare un giovane nel percorso tortuoso di internet facendogli capire all’interno di quali argini può muoversi e fargli guadagnare la sua autonomia in totale sicurezza.

Come comportarsi in caso di attacco

Quando si è vittima di cyberbullismo è importante essere tempestivi e non perdere tempo. Il primo passo è rivolgersi alle persone che si hanno accanto che provvederanno a proteggere la vittima. Il dialogo in famiglia è,dunque essenziale.

In secondo luogo è necessario rivolgersi alle autorità competenti. In effetti pur non essendo esplicitamente menzionati sia il mobbing che il cyberbullismo possono essere perseguibili penalmente.

Il fenomeno è in continua crescita ed è sempre più alla ribalta delle cronache. Si sta facendo tanto per arginarlo il più possibile ma si può fare ancora di più se si pongono delle basi solide a cominciare dal primo pilastro che costituisce la società: la famiglia e la sua educazione.