Quando si parla di linee telefoniche e adsl nel nostro paese si affronta un argomento spinoso dato che, nonostante la presenza in Italia di numerosi operatori, il servizio è talvolta altalenante e la copertura non è omogenea in tutto il territorio. Questi disservizi possono essere causati da svariati motivi come ad esempio la presenza di infrastrutture pubbliche particolarmente obsolete, intoppi burocratici di varia natura o anche la semplice negligenza da parte del provider e tutto questo può causare dei disagi ai consumatori, soprattutto a chi utilizza il telefono e la linea adsl per lavoro.

Se il cliente ritiene che ci siano state delle inadempienze contrattuali da parte dell’operatore può adire le vie legali per far valere i propri diritti, ma prima di arrivare in tribunale deve procedere con un tentativo di conciliazione.

Come risolvere le controversie?

Secondo il regolamento dell’Agcom approvato il 19 aprile 2007 l’utente ed il provider devono ricorrere ad un tentativo di conciliazione per cercare di risolvere la controversia in corso. Questa procedura ha lo scopo di trovare una soluzione bonaria al problema prima di andare eventualmente davanti ad un giudice e prevede l’intervento di una parte terza, di solito il Co.Re.Com. (Comitato Regionale per le Comunicazioni, un ente delegato direttamente dall’Autorità Garante per le Comunicazioni) che ha lo scopo di assistere le parti in causa nel trovare una soluzione alla controversia.

Nel caso in cui durante il tentativo di conciliazione le parti in causa non riescano a trovare una soluzione amichevole è possibile chiedere, entro 3 mesi dal fallito tentativo di accordo, che la controversia venga definita direttamente dal Co.Re.Com o dall’Autorità Garante per le Comunicazioni oppure è possibile adire le vie legali e rivolgersi alla giustizia ordinaria. È da ricordare che non è consentito rivolgersi direttamente all’autorità giudiziaria senza prima aver intrapreso un tentativo di conciliazione ma per poter andare davanti ad un giudice basta aspettare che siano trascorsi 30 giorni a partire dalla data in cui viene presentata la domanda, senza dover attendere quindi il termine della procedura.

Inoltre l’utente ha la facoltà di richiedere al Co.Re.Com o al Garante per le comunicazioni che vengano presi provvedimenti temporanei nei confronti del’operatore telefonico affinchè il servizio continui ad essere erogato oppure venga cessato ogni abuso o malfunzionamento fino a quando la procedura di conciliazione non sarà terminata; bisogna ricordare anche che tra le competenze del Co.Re.Com. non rientra la facoltà di valutare eventuali richieste di risarcimento danni ma può soltanto decidere su rimborsi ed indennizzi riguardanti il contratto di fornitura stipulato con l’operatore, ad esempio chiedendo il rimborso del canone e delle bollette pagate per un servizio che non rispettava le condizioni contrattuali.

Come avviare la procedura?

Per poter richiedere l’avvio della procedura di conciliazione è necessario riempire l’apposito modulo scaricabile in formato pdf sul sito dell’Agcom in cui bisogna indicare i dati anagrafici dell’utente, il suo numero di telefono, una descrizione dei motivi per cui è nata la controversia e degli eventuali tentativi precedenti di risolvere il problema; una volta riempito il modulo va consegnato al Co.Re.Com operante nella propria regione o presso un altro organismo di conciliazione autorizzato, e la consegna della domanda va effettuata a mano, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, via fax o posta elettronica certificata.

Il tentativo di conciliazione è una procedura gratuita e facilmente accessibile anche online ed è un ottimo strumento messo a disposizione dall’Agcom per gli utenti telefonici che ritengono che i termini del contratto stipulato con un provider non siano stati rispettati e desiderano far valere i propri diritti, in questo modo si può arrivare ad una soluzione bonaria in tempi relativamente brevi evitando così di rivolgersi all’autorità giudiziaria.