«La crisi sta finendo e la crescita si avvicina» ha dichiarato il mese scorso il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Ed, in effetti, qualche debole segnale di ripresa c’è.

Proprio per questo il 2016, anno ricco di incognite, può essere il periodo migliore per investire i risparmi accantonati e cogliere le opportunità presenti.

Tante sono le proposte ed altrettante le variabili, prima fra tutte il grado di propensione al rischio di chi si accinge ad investire. Nel mondo degli investimenti, infatti, esiste un’equazione estremamente efficace e cioè: minore è il rischio dell’investimento e minore sarà il rendimento dello stesso.

Vediamo, quindi, come investire i risparmi per il 2016 considerando diverse variabili di rischio.

Buoni Fruttiferi Postali ed, eventualmente, Titoli di Stato

Sono sicuri e flessibili, anche se producono un basso rendimento. Possono inoltre essere disinvestiti al bisogno garantendo la restituzione di tutto il capitale, anche se, ovviamente, più breve è il periodo di investimento minori saranno gli interessi accumulati. Esistono varie tipologie di BFP e di Titoli di Stato a seconda delle esigenze di investimento (vedi anche Investimenti postali).

Mercato immobiliare: è il momento giusto per comprare una casa?

Tutti sappiamo quanto sia stato in sofferenza il mercato immobiliare in questi ultimi anni. Gli esperti, però, affermano che il 2016 è il periodo giusto per investire nel mattone perché il valore delle case è ancora basso ma le compravendite sono, piano piano, ricominciate.

Proprio in quest’ottica acquistare una casa ed affittarla, in attesa che il valore salga, rappresenta un investimento tra i più sicuri.

Fondi Pensione e Piani Integrativi Pensionistici (PIP)

La profonda crisi in cui è caduto il sistema pensionistico italiano preoccupa tutti e la radicale ristrutturazione a cui è stato sottoposto sconvolge le stime per il futuro: nei prossimi anni si arriverà a prendere una pensione di poco superiore del 50% del reddito.

I PIP sono tra i più gettonati prodotti pensionistici del momento e rappresentano un buon strumento sia di investimento che di garanzia per il futuro: lasciano la facoltà di versare ed accantonare, quanto si desidera, sono completamente deducibili e godono di agevolazioni fiscali notevoli.

Fondi comuni di investimento: il rischio gestito

Qui l’asticella del rischio si alza un po’. Una delle parole d’ordine del mondo finanziario è diversificazione degli investimenti, ovvero la necessità di costruire un portafoglio equilibrato formato da una prima quota, sostanziosa, d’investimento a basso rischio, da una seconda quota media, sia nel rischio che nell’entità, e da un’ultima piccola quota composta da investimenti azionari ad alto rischio che vengono, in qualche modo, “garantiti” dalla prima quota sicura.

In questo modo funzionano i fondi d’investimento e ne esistono di varie tipologie, dal più prudente al più rischioso.

Se si decide di affrontare questo percorso è consigliato rivolgersi ad una banca, un’agenzia assicurativa o ad un trader professionista che conosca la materia ed i mercati finanziari (vedi ad esempio Investimenti Arancio).