Sono ormai passati quasi dieci anni da quando il mercato dell’energia è stato liberalizzato e sempre più frequentemente assistiamo a campagne promozionali spesso molto aggressive, portate avanti da compagnie a volte sconosciute che propongono attraverso call center, contratti che sembrano molto vantaggiosi.

Al di là della modalità capita a volte di essere incuriositi da qualche proposta anche se poi non si opera effettivamente il passaggio ad un altro operatore (vedi anche Metano o Gpl), un po’ perché non sono ben chiare le modalità burocratiche necessarie, un po’ perché non ci si fida fino in fondo di quanto ci viene promesso.

Cambiare fornitore di gas è molto più semplice di quanto si creda e non prevede grandi spese. Vediamo insieme come procedere per fare tale cambio e valutare se passare ad un altro contratto conviene.

Mercato Libero e Servizio di Maggior Tutela

Partiamo dalla distinzione tra il Mercato Libero ed il Servizio di Maggior Tutela, definizioni che vengono spesso citate, ma di cui non molti conoscono il significato.
Con la liberalizzazione del mercato dell’energia è stata data la facoltà al cittadino di decidere il fornitore da cui farsi vendere il gas o scegliendo tra quelli che operano nel Mercato Libero che possono stabilire autonomamente il proprio prezzo di vendita o continuando il rapporto con il proprio fornitore del Servizio di Maggior Tutela, che invece deve sottostare al regime tariffario stabilito dall’ AEEGSI (Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico).

Ciò ovviamente mette in concorrenza i vari operatori del settore e consente a quelli del Mercato Libero di offrire condizioni a volte più convenienti (vedi anche Opinioni ENERcom).

La legge dice chiaramente che il cittadino ha sempre diritto di passare da un settore all’altro per gas e luce e che è compito del nuovo fornitore inoltrare la richiesta di recesso al vecchio, senza che il cliente debba occuparsi di incombenze burocratiche cavillose.

Tempi e costi

È sufficiente dunque scegliere la proposta di contratto che si preferisce, dare il proprio assenso e tutta la pratica amministrativa verrà gestita dal nuovo fornitore, il quale entro circa un mese comincerà a fornire il gas senza che debba esserne sospesa l’erogazione neanche per un secondo.

Quanto costa cambiare il fornitore del gas? In teoria niente, salvo bolli ed eventuale deposito cauzionale, da un minimo di 25,00 € per contratti che prevedono consumi di non più di 500 mc all’anno ad un massimo di 77,00 € per quei contratti che prevedono consumi annuali superiori, da corrispondere ai fornitori del Mercato Libero che lo richiedono, eventualità che non si verifica quando la bolletta viene domiciliata sul conto corrente.

Segnaliamo che è da considerarsi illegale ed impugnabile la richiesta di anticipo per consumi.