Chi intende risparmiare sulla bolletta luce dovrà partire da una buona comprensione sulle modalità di calcolo dei consumi dell’energia elettrica. Spesso, infatti, ci si ritrova a pagare bollette esose, ma, non comprendendo a fondo le voci elencate in bolletta, non si ha idea su quale sia il gestore con il quale convenga passare per risparmiare. Difatti, a partire dal 1° Luglio 2007, l’apertura dei servizi di rete elettrica al libero mercato, introdotta con il decreto Bersani, ha liberalizzato il settore, con l’intento di dare la possibilità al consumatore di scegliere a quale fornitore affidare la distribuzione della propria corrente (vedi anche Lettura contatore Enel).

Se ciò da un lato ha inteso agevolare l’utente finale, dall’altro ha aperto a nuove problematiche, legate proprio alla comprensione della lettura della bolletta luce che è divenuta talmente ostica da risultare difficilmente decifrabile.

Calcolo bolletta luce: le voci sul cartaceo

Prendendo una bolletta luce (vedi anche Enel bolletta online), è importante definire ed indentificare quali sono le voci che compongono quanto è dovuto al fornitore che distribuisce la corrente elettrica in casa. Le voci che formano il totale dei consumi di energia elettrica sono:

  1. I servizi di vendita
  2. I servizi di rete ed imposte

Servizi di vendita, servizi di rete ed imposte, secondo quanto stabilito dall’Autorità Garante dell’Energia Elettrica, devono essere distinti all’interno della fattura della bolletta luce, ben visibili nella prima pagina. Scopriamole nel dettaglio.


Calcolo bolletta luce: servizi di vendita

I servizi di vendita costituiscono il 53,27% del totale delle voci di spesa in bolletta, e corrispondono ai costi di acquisto sopportati dal fornitore per ottenere l’energia elettrica e alla rivendita di quest’ultima al consumatore finale. All’interno dei servizi di vendita sono compresi quindi il prezzo dell’energia, il prezzo di commercializzazione e vendita ed il prezzo di dispacciamento.

Il prezzo dell’energia, spesso indicato in bolletta con PE, è la voce più significativa, e sta ad indicare il prezzo effettivo al quale il fornitore acquista la corrente elettrica dal distributore. Nella maggior parte dei casi chi ha già cambiato il proprio fornitore (Acea, Eni, Edison, ecc), sfruttando le possibilità del mercato libero, paga la corrente elettrica ad un prezzo bloccato, ovvero ad un costo che resta invariato per 1, 2 o anche 3 anni, a seconda del contratto sottoscritto.

Chi è rimasto in Enel, non scegliendo di cambiare fornitore, usufruisce della “maggior tutela” resa ai consumatori dall’AGEE, l’Autorità Garante. L’ente infatti, si occupa, fra le altre cose, di aggiornare trimestralmente, il Prezzo dell’Energia: in questo caso ci si potrà trovare dinanzi a situazioni in cui la corrente potrà essere pagata di più o di meno, secondo i costi stabiliti dal garante.

Al prezzo dell’energia si aggiunge il costo di commercializzazione, che è quello che il fornitore addebita al consumatore finale per le spese sostenute per distribuire l’energia nelle case, mentre il prezzo di dispacciamento è quello che conta le spese necessarie a garantire una fornitura di corrente elettrica costante.

La guerra al prezzo più basso si gioca proprio sul prezzo dei servizi di vendita: chi intende cambiare deve valutare attentamente a quanto ammonta il costo a cui l’energia elettrica viene venduta.


Calcolo bolletta luce: servizi di rete ed imposte

I servizi di rete includono le spese di trasporto dell’energia elettrica. Il trasporto di energia elettrica viene eseguito da tutti i fornitori presenti sul mercato mediante le stesse infrastrutture, pertanto il costo è identico per tutte le compagnie che si occupano di distribuzione di energia all’utente finale, ed è stabilito dall’Autorità Garante.

A concludere i costi di ogni bolletta si ritrovano le imposte che comprendono l’accisa e l’IVA.

L’accisa è l’imposta nazionale erariale di consumo e si calcola in base al consumo di corrente elettrica generato dal consumatore finale: tutti coloro che hanno consumi inferiori a 1.800kw annui potranno contare su un’agevolazione considerevole sul calcolo dell’imposta. L’IVA, invece, è l’imposta sul valore aggiunto e si calcola sul totale delle voci precedenti, accisa compresa. Per i clienti residenziali, che consumano energia elettrica ad uso domestico l’IVA è calcolata al 10%, mentre per chi utilizza corrente “per altri usi”, l’IVA calcolata è al 22%.

Oneri generali di sistema

All’interno della bolletta dell’energia elettrica sono calcolati anche i cosiddetti oneri generali di sistema che comprendono le imposte introdotte all’interno della bolletta da decreti ministeriali come il n.79/99 o leggi, come le n. 83/03 e 368/03 (in attesa della paventata introduzione del canone Rai). Gli oneri sono contabilizzati bimestralmente, ma riportati in bolletta solo una volta all’anno, e comprendono:

  • Gli incentivi alle fonti rinnovabili
  • Le spese per la messa in sicurezza del nucleare
  • Sviluppo dell’efficienza energetica
  • Tariffa speciale per le FS
  • Agevolazioni per le società elettriche minori
  • Sostegno alla ricerca
  • Copertura del bonus delle carente elettrica
  • Copertura per le società ad alto dispendio energetico

Cambiare fornitore può essere quindi una buona idea, ma solo se, partendo dalla propria bolletta, si calcola materialmente quanto si potrebbe risparmiare in media prima di sottoscrivere un nuovo contratto.

Approfondimenti: Bonus Energia.