Per sapere quanto si spenderà per la bolletta acqua, si dovrà eseguire un calcolo che è normato da una disciplina abbastanza complessa; spesso, tale calcolo resta oscuro alla maggior parte dei consumatori che non comprendono le modalità che conducono al totale da versare. E’ per questa ragione che vogliamo chiarire come si calcola la bolletta acqua, così che il suo arrivo non colga di sorpresa nessuno. (Vedi anche Come si calcola la bolletta della luce)

Bolletta acqua: un modo semplice per calcolarla

All’interno della bolletta acqua sono compresi i servizi che riguardano l’acqua consumata per uso alimentare e per l’igiene personale, i servizi di depurazione e quelli relativi alla fognatura. Tutte queste voci sono calcolate secondo il principio che tutta l’acqua potabile consumata corrisponde a quella scaricata, ma se per la fognatura ed i servizi di depurazione esiste, per ogni comune, una tariffa flat, indipendentemente dai consumi, per l’acqua che è compresa nella voce “acquedotto” il calcolo risulta più ostico.

Nel dettaglio, il calcolo dell’acqua in bolletta si compone di:

  • Una quota fissa, che si pagherebbe a prescindere dal consumo di acqua, ed è necessaria a coprire le spese dell’investimento e del noleggio del contatore;
  • Una quota variabile, calcolata in base all’acqua che ogni nucleo abitativo consuma realmente.

Il legislatore, per scoraggiare gli sprechi e premiare le utenze che consumano l’acqua in maniera parsimoniosa, ha deciso di suddividere il costo di ogni metro cubo d’acqua in blocchi crescenti: praticamente, meno si consuma, meno si pagherà l’acqua a metro cubo.

L’Autorità ha previsto 5 blocchi tariffari (vedi anche Tariffa bioraria luce) nei quali far rientrare i consumi di metri cubi d’acqua delle diverse utenze:

  • Una tariffa agevolata è prevista per chi consuma da 0 a 85 mc/anno
  • Una tariffa base è applicata a chi consuma da 86 a 152 mc/anno
  • Una tariffa definita con prima eccedenza è calcolata per chi consuma da 153 a 228 mc/anno
  • Una tariffa con seconda eccedenza è calcolata per chi consuma da 229 a 304 mc/anno
  • Una tariffa con terza eccedenza è calcolata per chi consuma oltre i 304 mc/anno

A seconda del blocco di appartenenza verrà quindi applicata una tariffa che premierà oppure punirà il proprio consumo.
Al costo della tariffa ovviamente si aggiungono le spese fiscali che sono quantificate nell’IVA al 10%. In definitiva, la maggiore spesa sulla bolletta acqua è costituita dalla voce acquedotto, il cui peso in fattura è pari al 42%, ad esso si aggiunge il costo delle fognature, che equivale al 13% ed infine la spesa per i servizi di depurazione, pari al 35%. Circa il 10% è dovuto per le spese fiscali.

Chi stabilisce il costo della tariffa acqua?

Gran parte della disciplina che regolamenta il consumo di acqua potabile è contenuta all’interno del D.Lg. 152/2006, anche se a partire dal 31 dicembre 2012, il legislatore ha abrogato l’art. 148, cambiando di fatto l’ente autorizzato a stabilire il costo della tariffa dell’acqua in ciascuna regione. Ed infatti, con l’articolo 186-bis della Legge 191 del 2009, il legislatore ha individuato prima nelle Regioni e poi negli ATO, le autorità competenti a quantificare il costo della tariffa dell’acqua.

Gli ATO corrispondono agli Ambiti Territoriali Riuniti (come ad esempio Acea ATO 2 per la provincia di Roma), ovvero a consorzi di comuni che stabiliscono per il proprio territorio sia le modalità di gestione e distribuzione dell’acqua (compreso ogni quanto arriva la bolletta stessa), ma anche gli investimenti da effettuare ed infine la tariffa, che comunque non può mai aumentare oltre il 5% rispetto all’anno precedente.

Bolletta acqua svelata: evitare gli sprechi quindi, non farà solo bene all’ambiente, ma anche al portafoglio.