Se ne sente parlare da anni. Biodiesel ed olio di colza possono rappresentare realisticamente delle alternative al petrolio?

Vediamo insieme di analizzare queste fonti di energia alternative per capirci qualcosa in più (vedi anche Architettura sostenibile).

Cos’è il biodiesel e quali sono le sue caratteristiche principali

Iniziamo col dire che il biodiesel è un combustibile ottenuto dalla sintesi di olii vegetali (colza, girasole e simili) e grassi animali, ovvero prodotti da fonti rinnovabili. Spesso l’attenzione all’inquinamento, principale motivazione per la quale si cercano fonte di energia alternative, viene confuso con il tentativo di risparmiare (vedi anche Vantaggi auto elettriche).

Il biodiesel ha le stesse caratteristiche viscose del diesel, per questo motivo può rappresentare un suo vero e proprio sostituto, avendo oltrettutto dalla sua parte una notevole riduzione delle emissioni di inquinanti (fino al 50% in meno).

Oggi come oggi questa fonte alternativa di combustibile può essere utilizzata in gran parte dei motori di nuova generazione. L’unica grande differenza col gasolio è, infatti, il suo maggior potere solvente, cosa che da un lato è positiva perchè contribuisce a mantenere pulito il propulsore, dall’altra ha l’effetto negativo di “erodere” le tubazioni in gomma con la possibile formazione di accumuli dannosi per il buon funzionamento del propulsore stesso. E’ necessario quindi avere un motore moderno che sia concepito per questo combustibile con tubazioni più resistenti.

Il suo buon potere solvente viene sfruttato anche nel combustibile diesel tradizionale, utilizzato come addittivo in percentuali comprese tra il 5 ed il 10%.

Il misunderstanding relativo all’olio di colza

L’uso di carburanti bio e la diffusione della loro sintesi a partire dall’olio di colza e dall’olio di girasole, fa si che in molti pensino che si possano usare direttamente gli olii da cucina come combustibili. E’ bene sapere che se è vero che risparmierete qualche centinaia di euro lo farete a scapito dell’usura del motore. L’olio di colza o quello di girasole non sono assolutamente utilizzabili come combustibili puri.

Le perplessità

La diffusione di questo tipo di combustibili incontra diverse perplessità. Intanto è necessario convertire enormi distese di terreno alla coltivazione della colza o del girasole, il che significa monopolizzare le colture e in alcuni casi ricorrere al disboscamento.

Ci sono leader del settore che credono però in questo tipo di combustibile. Nel corso de 2015 Eni in Italia, ha investito ben 200 milioni di euro per la conversione dell’impianto di Maghera in green refinery per la produzione di biodiesel, con un costo complessivo che è stato più che ben ripagato nell’arco di pochissimo tempo.

In conclusione

L’affermazione di combustibili naturali deve essere un obiettivo concreto, in quanto come ben sappiamo il famoso oro nero non è una risorsa infinita. Personalmente ritengo che ci siano ancora molti aspetti da valutare, perchè una fonte di energia non può essere definita green se per essere ottenuta si deve ricorrere alla distruzione dei polmoni verdi della terra.