Nelle ultime settimane del 2015 il vero e proprio terremoto legato al decreto banche che ha salvato istituti finanziari come Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti (vedi anche Carichieti conto online) e CariFerrara (ma ha gettato nella disperazione moltissimi risparmiatori alcuni dei quali hanno perso tutti i loro risparmi), ha portato a parlare del cosiddetto bail in.

Ma in cosa consiste questo provvedimento e quali banche possono oggi essere considerate sicure e quali a rischio, con uno sguardo al 2016 ma non solo? Cerchiamo di capirlo.

Cos’è il bail in e come informarsi al meglio sulle banche

Il bail in è un meccanismo introdotto da una direttiva europea (la BRRD, Bank Recovering Resolution Directive) la quale impone che dal 1 gennaio 2016 gli istituti di credito non dovranno più essere messi in salvo da parte di interventi statali ma dalla svalutazione di alcune azioni e dalla riduzione di alcune somme detenute dai correntisti più forti.

In particolare, gli “attori” del bail in (espressione che letteralmente vuol dire salvataggio interno) sono:

  • coloro, persone o aziende, che possiedono in banca cifre maggiori di 100 mila euro;
  • chi detiene azioni, titoli subordinati o strumenti di capitale (vedi ad esempio Investimenti Arancio);
  • chi sottoscrive alcuni tipi di obbligazioni.

Ovviamente queste categorie non sono incluse “tout court” ma al loro interno compaiono dei distinguo specifici (una guida interessante che si può consultare a tal proposito è quella dell’ABI, scaricabile dal sito web dell’associazione, o dalla Banca di Italia).

Banche sicure e a rischio: le cose da sapere

Una domanda che a questo punto sorge immediata al risparmiatore è: “Quali sono le banche più sicure in tale scenario e come si fa a capirlo?”. Di certo non si può chiedere alle persone di leggere gli interi bilanci e compendi di ciascun istituto bancario!

Un metodo per capire meglio però esiste: si tratta della consultazione del cosiddetto Cet1 (Common Equity tier 1), un indicatore che informa sul rapporto tra quanto la banca possiede e quali rischi si accolla.

Il risultato sfocia nella valutazione della solidità di un istituto di credito, esplicata in una percentuale che, secondo le direttive della Bce, Banca Centrale Europea, si presenta a rischio sotto il 10,50% (sotto l’8% il cliente risparmiatore dovrà decisamente preoccuparsi).

In senso assoluto, una banca che presenta un bilancio in attivo, un capitale alto e solido ed un alto indice di affidabilità è sicura.

Molte notizie dettagliate sul Cet1, sulla solidità delle banche e sull’andamento dell’applicazione delle direttive europee in proposito possono essere reperite sul sito web internazionale (c’è anche la versione in italiano) della Bce.

Istituto Sito web
Abi www.abi.it
Banca d’Italia www.bancaditalia.it