Quando ci si trasferisce in una nuova abitazione è necessario procedere all’attivazione gas. I costi, i tempi e le modalità di richiesta per l’attivazione gas variano a seconda che si tratti di un’abitazione in cui esiste un contratto già attivo o cessato, oppure una casa in cui è necessario allacciare al distributore un nuovo impianto (vedi Come risparmiare gas).

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Attivazione gas: voltura o subentro

La voltura ed il subentro devono essere richieste per attivare o proseguire un contratto già esistente o comunque esistito. Nello specifico la voltura si richiede per contratti attivi, in cui si ha la necessità di modificare l’intestatario, mentre il subentro si verifica quando l’impianto è installato e certificato, ma il contratto è stato cessato e quindi deve essere riattivato con un nuovo nominativo.

In entrambi i casi la procedura è molto semplice e consiste nella presentazione di una richiesta al fornitore, il quale per riattivare o cambiare intestatario alla fornitura di gas ha bisogno di tutti i dati personali del nuovo intestatario, del codice PDR presente sulla bolletta dell’ultimo intestatario, e dell’ autolettura del contatore.

Attivazione gas: come fare

In ogni casa italiana oggi, a meno che non si preferisca darsi alla green energy, e quindi affidare l’alimentazione dell’impianto di riscaldamento e di quello per la cucina all’energia solare termica, è necessario dotarsi di una caldaia e di un impianto cucina alimentato dal gas metano. La richiesta d’attivazione deve essere avanzata al venditore del gas metano prescelto (come ad esempio Eni a Roma), il quale fornirà la documentazione necessaria, da compilare e riconsegnare firmata in ogni sua parte, e si preoccuperà di inviare tale richiesta al centro di distribuzione locale entro 2 giorni lavorativi. Alla richiesta d’attivazione deve seguire la verifica da parte di un tecnico abilitato a rilasciare la certificazione di conformità di tutto l’impianto gas.

I moduli e la documentazione certificata dal tecnico devono essere inviati entro 90 giorni dalla richiesta d’attivazione al distributore locale, che provvederà all’erogazione della fornitura. Se entro 90 giorni il distributore non riceve i moduli e la documentazione rilasciata dal tecnico, la richiesta d’attivazione viene annullata.

Attivazione gas: quali sono i costi?

I costi relativi ad una richiesta d’attivazione gas possono essere così calcolati:

  • 40€ addebitati dal venditore per qualsiasi impianto domestico, indipendentemente dall’esito della richiesta
  • 15€ addebitati all’utente finale se l’accertamento non è stato possibile
  • 60€ addebitati all’utenza se il Comune di residenza effettua verifiche sull’impianto

Attivazione gas: tempistiche per l’erogazione

L’erogazione del gas è a carico del distributore locale. Il gas deve essere fornito presso l’utenza stabilita entro 10 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta inviatagli dal venditore (vedi Migliori tariffe gas). Nel momento in cui il distributore riceve la richiesta, deve innanzitutto verificare che l’impianto installato rispetti tutte le norme di sicurezza. Se l’esito del controllo è positivo il distributore si impegna ad erogare il gas metano entro 10 giorni, e se trascorrono più di 10 giorni per l’erogazione di gas metano, è obbligato ad indennizzare l’utente con un accredito di 35€ in bolletta.

Se, al contrario, la verifica dell’impianto ha un esito negativo il distributore deve fornire all’utente tutte le motivazioni, e l’utente una volta messa a posto la situazione può presentare una nuova richiesta d’attivazione. Nel caso in cui al distributore non giungano entra trenta giorni dalla data della richiesta tutti i moduli compilati, alla ricezione della prima bolletta al cliente verrà inviato un avviso che ricorda la necessità di fornire tutta la documentazione.