E’ una tra le forme di contrasto messe in atto dal Governo italiano per ridurre il triste fenomeno dell’evasione fiscale, l’anagrafe tributaria, entrata in vigore con nuove peculiarità dal 31 ottobre 2013, ha permesso allo Stato di accedere a milioni di dati relativi a conti correnti (vedi approfondimento Tassazione conti correnti), dossier titoli e carte di pagamento intestate ai cittadini italiani. Ciò ha dato l’opportunità di identificare numerose situazioni anomale, emerse nell’incrocio delle informazioni tra i movimenti bancari e finanziari e il cosiddetto redditometro. Ma come funziona esattamente l’anagrafe tributaria? Vediamo nel dettaglio le principali caratteristiche.

30 milioni di conti bancari sotto la lente d’ingrandimento

Le attività di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, come noto, vengono effettuate con 2 anni di “ritardo” rispetto alla registrazione dei movimenti bancari. E’ così che nel 2015, le Autorità stanno verificando tutte le operazioni occorse nel 2013, incrociando i dati con la dichiarazione dei redditi, relativa allo stesso anno, di ciascun cittadino.

Sono oltre 30 milioni, quindi, i conti correnti (vedi Conti correnti a zero spese) che anche quest’anno, a 36 mesi dall’entrata in vigore della normativa, verranno passati sotto la lente di ingrandimento, con l’obiettivo di scovare irregolarità tributarie e fiscali, aumentando così il gettito a disposizione dello Stato (grazie anche ad opportune sanzioni). Oltre ai conti correnti anche i dossier titoli, le tanto famose gestioni patrimoniali, le carte di credito ed i bancomat, così come i buoni fruttiferi, saranno in Italia oggetto dell’approfondito check dell’Agenzia delle Entrate.

Funzionamento semplice e lineare: ma l’Anagrafe Tributaria 2015 è lo strumento giusto?

Le logiche di funzionamento dell’anagrafe tributaria sono davvero semplici da comprendere. Le Autorità, infatti, avranno l’opportunità di identificare in modo immediato tutti gli scostamenti atipici tra le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti ed i reali movimenti di denaro realizzati nel corso dell’anno solare. In questo modo sarà facile sommare gli importi di saldo iniziale e finale di un esercizio per capire, in base al redditometro, se le effettive disponibilità del cittadino sono state correttamente denunciate nella comunicazione annuale di reddito.

Un fenomeno, quello dell’evasione fiscale (che ricordiamo essere un vero e proprio reato), che lo Stato vuole contrastare utilizzando le più moderne innovazioni tecnologiche in materia di analisi dati. In Italia, infatti, si evadono circa 120 miliardi di euro all’anno. Una cifra stratosferica che, dalle prime evidenze, sembra trovare nell’anagrafe tributaria un forte freno: riuscire a mettere le mani nelle tasche degli evasori permetterebbe, ad esempio, di azzerare in pochi anni il debito pubblico. Un obiettivo virtuoso, quindi, che tutti i cittadini, attraverso un comportamento retto e trasparente, potrebbero aiutare a raggiungere in brevissimo tempo.