La richiesta di allaccio dell’acqua di una nuova utenza domestica è un indispensabile perché senza di essa non si potrà andare a vivere in un immobile adibito all’uso residenziale. Scopriamo insieme come può essere effettuata (vedi anche Come si calcola la bolletta dell’acqua).

Che cos’è l’allaccio dell’acqua?

A seconda del tipo di “utenza” e dell’uso che ne verrà fatto, ci sono essenzialmente due tipi di richiesta di fornitura dell’acqua: quella di tipo permanente legata anche all’allaccio per lo scarico delle acqua reflue, e quella di tipo temporaneo (ovvero un allaccio di 30 giorni concesso in situazioni particolari, come nel caso degli eventi, manifestazioni, ecc).

Ovviamente l’allaccio dell’acqua non può essere chiesto se l’immobile non è già legato alla rete idrica e non rispetta le norme indicate nel piano regolatore.

Quanti tipi di allaccio esistono?

  • Allaccio ordinario: riguarda immobili autorizzati ed agibili, oppure edifici realizzati prima del 1977 che però non hanno richiesto interventi per una nuova agibilità.
  • Allaccio ad uso cantiere: riguarda gli immobili ristrutturati che hanno un nuovo certificato di agibilità e quelli in costruzione non agibili ma con regolare permesso.
  • Esiste infine l’allaccio antincendio usato per esempio nelle fabbriche.

Cosa comporta l’allaccio dell’acqua di un’utenza domestica?

Dovete tenere presente che quando si va a firmare un contratto di fornitura, si accettano incondizionatamente tutte gli obblighi che l’azienda fornitrice,come l’Acea, ha inserito in esso. Inoltre, c’è anche un deposito cauzionale, che può essere anche abbastanza ingente, che viene addebitato nella prima bolletta.

Quindi prima di sottoscrivere il contratto, bisogna leggerlo con grande attenzione, e fare una simulazione dei costi da sostenere, in quanto variano a seconda del tipo di “fornitura” e dei servizi accessori richiesti.

Come si fa l’allaccio?

Come prima cosa, bisogna accertarsi della reale regolarità urbanistica dell’immobile. Una volta fatte le valutazioni sui costi da affrontare, non rimane che compilare la domanda di allaccio dell’acqua, che va fatta sull’apposito modulo che il gestore mette a disposizione.

Nel modulo vanno riportati dei dati con la modalità della autocertificazione, aggiungendo un documento in corso di validità ed una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà dei dati dell’immobile, specificando anche il tipo di rapporto che il richiedente ha nei confronti dell’immobile stesso: ovvero ad esempio in quella di legale rappresentante, proprietario o affittuario.

I tempi che vanno dalla presentazione della domanda al momento in cui effettivamente la nuova utenza sarà attiva, variano da pochi giorni a qualche settimana.

Vanno poi indicati gli estremi dell’ultimo titolo abilitativo rilasciato sull’immobile (è importante dichiarare, ad esempio, se l’edificio risale a prima del 1977). Servono poi i dati catastali dell’immobile.

Nel caso specifico della richiesta di allaccio dell’acqua per un condominio (vedi anche Internet condominiale), che quindi è dotato di più unità immobiliari, è necessario presentare altri documenti, che verranno richiesti dalla società che gestisce l’allaccio.